Legalita' formato giovani - pensieri e riflessioni sul "Percorso legalita'"

21
SET

Pubblicato il:
21 Settembre 2007

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Gli eroi normali

"La cronaca di un giorno qualunque: finalmente a casa, sei lì a tavola che mangi e parli con qualcuno di cose più o meno importanti tra gli inviti al silenzio del noioso di turno che vuole ascoltare il TG. Puntuali tra le notizie arrivano le ultime avventure degli audaci personaggi di Vallettopoli o Calciopoli, proprio quei personaggi che hai visto migliaia di volte in TV e che qualche esperto del settore definisce “modelli giovanili”, la soubrette , il calciatore…Ascolti un attimo la voce in sottofondo che dà le ultime news sul fatto e distrattamente pensi a quant’è “sporco” il mondo. Più tardi, steso sul divano, sei curioso di sapere come procede la vita dei protagonisti del tuo “reality show” preferito.. sei lì bello comodo che, ecco, arriva un SMS....sono gli amici che ti chiedono cosa si pensava di fare nel week –end… pizza e cinema?…a ballare?

 
Poi capita che un giorno invece, magari per caso, ti ritrovi ad ascoltare tre ragazzi di solo qualche anno più grandi di te che ti raccontano la loro “fatica” ma anche la loro “gioia”, il loro obiettivo di vita. Dalle loro parole traspare una forza d’animo immensa che ti colpisce e che ti fa riflettere anche su di te, anche sul tuo  mondo.
Sono tre giovani calabresi, soci di una cooperativa che lavora su terreni confiscati alle cosche della ‘ndrangheta, i loro prodotti agroalimentari  sono frutti non solo della terra, ma anche dell’onestà e del coraggio, molto coraggio, di chi come questi giovani ha deciso di vivere nel segno della legalità in una terra martoriata troppo spesso dalla sopraffazione.
Sono qui non solo perché invitati ad una manifestazione istituzionale del Comune assieme ad altri testimoni di pari spessore, sono qui anche perchè sono desiderosi di far sapere che esiste, e deve esistere, chi ha il coraggio di dire “no”; no alla violenza, no all’omertà, no all’impossibilità di impostare la propria vita secondo principi sani.
Per tutto il tempo che li senti raccontare delle loro vite, delle loro attività, della loro forza nell’andare avanti e opporsi ai mafiosi pensi alla futilità di tante cose nella tua vita, pensi che la  vita reale può essere a volte così dura che neanche te lo immagini, pensi che gli eroi esistono, sono “eroi normali” che lavorano la terra e non somigliano neanche un po’ agli “eroi” mass mediali, i famosi modelli giovanili che ben conosciamo.
 
Questi ragazzi straordinari ti arrivano dritti al cuore quando ti dicono che i terreni di cui sono responsabili non li considerano loro,no no, sono di tutti gli italiani perché sono dello Stato e che quindi un piccolo pezzo di Calabria che produce frutti liberi dall’oppressione mafiosa (grazie all’opera di gente come loro) ce l’hai anche tu.Tu che neanche lo potevi lontanamente immaginare, tu che  hai avuto una grande lezione di vita da questi “eroi normali” che ricorderai a lungo. 


Silvia Boria

E tu da che parte stai?

"Venerdì 27 aprile 2007: una telefonata mi raggiunge improvvisa e poi è un frenetico passa-parola “DANNEGGIAMENTI, FURTI E RITORSIONI ALLA COOPERATIVA LA VALLE DEL MARRO, come è possibile?”. Questo ci dicevamo telefonicamente, ancora increduli per quanto accaduto. Ma quale cooperativa, la “nostra”, la Valle del Marro? Ma chi, i “nostri” ragazzi, Domenico, Giacomo e Sergio, sostenuti incessantemente da don Pino Demasi? Così ascoltavamo attenti e quasi increduli: “La cooperativa Valle del Marro – Libera Terra è stata oggetto di una nuova gravissima intimidazione mafiosa… L’incursione ha portato al furto di un trattore con rimorchio, di una fresatrice, di una pompa irroratrice, di una saldatrice e di vari utensili. Sono stati trafugati anche mille litri di gasolio…Una furia distruttrice con annessi rituali e messaggi di intimidazione. All’ingresso del capannone sono state formate delle croci con due roncole e prima di battere in ritirata gli attentatori hanno scardinato la pesante porta e saldato il lucchetto. Un ulteriore “sfregio”, carico anch’esso di una valenza simbolica.”

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, dichiarava: “Andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione, forti anche della presenza dello Stato al nostro fianco. Siamo tranquilli anche perché il nostro impegno per la legalità non subirà alcun cedimento".

Poi, la voce di Domenico Fazzari, vicepresidente della cooperativa, che affermava: Siamo rammaricati, ma non demoralizzati. Credo che questo attentato sia un’ulteriore dimostrazione della debolezza più che della forza della mafia. Se la mafia si è fatta sentire è segno che siamo sulla strada giusta. Sono loro ad avere paura di noi e quindi noi continuiamo il nostro cammino con serenità, confidando anche nella presenza al nostro fianco delle Istituzioni, che è stata immediata”.

            Infine anche don Pino si è fatto sentire dichiarando ''Certo c'è amarezza, ma i ragazzi restano fortemente motivati. D'altra parte, quando due anni fa è iniziata la nostra avventura, avevamo messo in conto anche le intimidazioni ed il fatto che adesso si verifichino non ci sorprende''.

Sono tornata con la memoria alla settimana precedente, quando abbiamo conosciuto i giovani calabresi e il loro parroco, quando li abbiamo accolti nella nostra cittadina, sapendo che non saremmo riusciti ad eguagliare la calorosa ospitalità dimostrataci nel “viaggio” del marzo appena trascorso.
Nei momenti di convivialità e ritrovo li guardavamo e ascoltavamo, pensando a come ci rimanevano lontane queste loro battaglie, a come non ci “appartenessero”. Poi, il giorno dopo, l’incontro con i ragazzi delle scuole a parlare di mafia e atteggiamento mafioso con don Pino e, nel pomeriggio, la promozione della cooperativa sociale con i suoi prodotti agricoli e la sua lotta quotidiana contro la ‘ndrangheta, prima alla Bottega del Commercio Equo e Solidale, che ci ha accolto calorosamente e poi sensibilizzando i cittadini chiaravallesi con la vendita del miele, delle melanzane, dei peperoncini sott’olio e del famoso olio, coltivato proprio su “terre scottanti”.
Domenico, Giacomo e Sergio sono tornati a casa contenti per una giornata dai ritmi piuttosto stressanti, ma anche arricchenti e, salutandoci, ci siamo lasciati con il reciproco impegno a continuare e rafforzare questa neonata collaborazione. Così, in pochi giorni, abbiamo sentito questa realtà un po’ più “nostra” e anche la storia di questi ragazzi ha cominciato ad appartenerci, ad emozionarci, a “smuoverci”.
 
Riconoscendo oggi, nei volti intervistati, i volti familiari di don Pino e dei tre giovani, abbiamo rivisto la nostra esperienza con loro, abbiamo visto noi stessi: NON POSSIAMO E NON VOGLIAMO PIU’ RIMANERE INDIFFERENTI!!!
O, per dirla con le parole di don Pino “E NOI DA CHE PARTE STIAMO?”
Questo problema ci appartiene così come l’obbligo di sostenere chi, come questi ragazzi rischia la propria vita quotidianamente, in prima linea. A loro va la nostra ammirazione, la nostra vicinanza e il nostro impegno attivo e costante di denuncia di ogni atto mafioso, che lede la libertà umana.

GRAZIE DOMENICO, GRAZIE GIACOMO, GRAZIE SERGIO PER LA VOSTRA TENACIA E IL VOSTRO CORAGGIO!!!

Daniela Molinelli 


Pensieri liberi dei ragazzi del Forum dei Giovani

"Non cedete mai ai compromessi" è questo uno dei concetti su cui Don Pino Demasi ha voluto calzare maggiormente. Proprio così, infatti, ha voluto concludere l’incontro che il 21 aprile 2007, a Chiaravalle, si è tenuto di fronte ad una platea di numerosi ragazzi. Egli ha toccato molti dei temi che si possono associare alla lotta alla Mafia, colpendo tutti quando ha evidenziato che il comportamento “mafioso” si può celare in ognuno di noi. Proprio da questo è scaturita la domanda posta da un ragazzo di terza media che ha chiesto come si può fuggire da tale comportamento. Così il responsabile di Libera ha sottolineato il fatto che è grazie al “cedere ai compromessi” di ognuno di noi che la Mafia riesce a farsi strada.


Elena

 


Alle volte ti svegli la notte, il caldo, il rumore delle macchine o…. semplicemente un sussulto.Pensi che forse hai fatto un brutto sogno e che magari andando a prendere un bicchiere d’acqua possa passare dentro di te quello stato di assedio che ti ha fatto svegliare. Vai a raccontarlo a qualcuno che non sai perchè ma non riesci a dormire!
Credi che ti capiscano?
Questa è la sensazione che si prova a vivere nelle zone colpite dalla mafia!
Non c’è più libertà, né diritto e né stato
E non c’è giustizia
Ma c’è la speranza
Ci sono grandi persone…
anche tu che stai leggendo!


Michela



Dopo la straordinaria esperienza del 21 marzo 2007 a Polistena(Rc), la Giornata Nazionale in memoria delle vittime della mafia, a cui assieme ad altri giovani della delegazione del Comune di Chiaravalle ho partecipato, eccoci, giusto un mese dopo, ad ospitare noi, qui nella nostra cittadina, testimoni importanti della lotta alla mafia, che si battono ogni giorno contro lo strapotere della ‘ndrangheta in Calabria.

Don Pino Demasi, Sergio, Giacomo, Domenico, Piera  sono qui per far comprendere a quanti più possibile che anche se il “problema mafia” pare non sfiorarci, invece ci tocca eccome…e non possiamo di certo ricoprire il ruolo delle tre scimmiette “non vedo”, “non sento” e “non parlo”.
Con l’unione delle nostre forze e una vera presa coscienza possiamo combattere un “nemico” che è di tutti in quanto cittadini; spesso invece ci chiudiamo nel nostro piccolo microcosmo facendo finta di non vedere, dove niente e nessuno ci disturba. Non dimentichiamoci però che ciò che apparentemente ci sta dietro potrebbe prima o poi bussarci alle spalle…quindi apriamo gli occhi, pensiamo, parliamo e mobilitiamoci anche con piccoli gesti perché la mafia e la mafiosità negli atteggiamenti soprattutto, sono problemi di tutti noi.
 
Laura 
 
 
Sono rimasto estremamente colpito dall'incontro di sabato 21 aprile riguardante legalità che ha visto la partecipazione di Don Pino Demasi (referente dell’Associazione  Libera per la Piana di Gioia Tauro) e dei tre ragazzi della “Valle del Marro”, la cooperativa agricola che gestisce e coltiva terreni confiscati alle cosche mafiose. Queste persone  tramite i loro discorsi , riportando anche esperienze che realmente accadono nella vita quotidiana, ci hanno fornito una spiegazione più dettagliata su ciò che in realtà è il fenomeno “mafia”. Tra le cose che mi hanno colpito di più c'è stata una frase pronunciata da Don Pino Demasi:" La mafia siamo NOI ".
E’ una frase che mi ha fatto riflettere molto e mi ha dato una speranza che un giorno la mafia possa scomparire. Infatti, solo se noi riusciamo ad eliminare la "mafiosità" nei nostri comportamenti della vita di tutti i giorni potremo un giorno, forse,sconfiggere la mafia , in quanto essendo un fenomeno umano, come è nato, può finire.
Un altro momento che ho sentito particolarmente durante l’intervento di Don Pino, e che voglio qui sottolineare di nuovo, è stato quando ha detto che la mafia non è un fenomeno confinato alle regioni del Sud d'Italia, anzi sono numerosi gli episodi legati alla mafia che si verificano anche nelle regioni del Nord, quindi nonostante ci troviamo più lontani dai territori che tradizionalmente leghiamo al concetto di mafia,  non siamo esclusi affatto da questo tipo di fenomeni.

Penso davvero che questa iniziativa, nata su proposta del Forum  dei Giovani, sia stata un’esperienza importante, ricca di contenuti ed emozioni forti , e chi ha avuto il piacere di essere presente la conserverà nel cuore e nella memoria.

 

Davide

 
Questo incontro è stato utile per comprendere una realtà lontana da noi, che ci è nota soltanto attraverso il filtro della televisione o a volte attraverso gli scarni trafiletti dei giornali; ci ha dato inoltre la possibilità di conoscere direttamente una situazione problematica attraverso le persone, le loro difficoltà, i loro drammi personali, un confronto con un diverso vissuto, che ha rivelato la volontà da parte di alcuni strati della società civile di ribellarsi alla criminalità organizzata nonostante le intimidazioni, le ritorsioni, la paura per la propria vita.
La conoscenza con l’associazione “Libera” si è rivelata fondamentale anche per riflettere su come le risorse e le terre confiscate alla mafia appartengano alla collettività e come tutti abbiano la responsabilità di riportare questi beni a disposizione di tutta la società senza lasciare la responsabilità e l’onere di questo compito ad un numero ristretto di volontari.
 

Francesco

 

 

Servizio politiche giovanili del comune di Chiaravalle

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